Distance Sales — angolo conversazionale (caso gruppo)
Scheda di collegamento a un perimetro conversazionale e omnicanale sviluppato nel gruppo, con dettagli commerciali e referenze sull’hub software di Purple Holding. Qui descriviamo solo l’angolo AI e come integrarlo in sicurezza con CRM, widget e canali esistenti.
Contesto B2B
Prove conversazionali su sito o portali partner richiedono continuità tra ciò che dice il bot e ciò che registrano venditori e sistema ordini. Non basta un LLM generico: servono guardrail su prodotti, disponibilità, condizioni commerciali e passaggio di mano a operatore umano quando la conversazione esce dal perimetro.
Ruolo dell’AI
Classificazione lead, risposte su catalogo autorizzato, sintesi di thread per il CRM, suggerimenti di follow-up che il commerciale può accettare o modificare. Dove serve, agenti orchestrano tool interni (disponibilità, listini) senza esporre API sensibili al modello in chiaro.
Integrazione tecnica
Webhook sicuri, idempotenza sulle azioni, tracciamento conversazione per audit. Rate limiting e protezione prompt injection lato server. Allineamento linguistico e tono con brand guidelines del gruppo, mantenendo distinzione tra messaggi commerciali generali e promesse vincolanti (queste ultime solo dopo validazione umana).
Cosa trovare sull’hub software
Case history, integrazioni e portfolio più ampio sono sul portfolio del gruppo. Su questo dominio restano consulenza e componenti AI riusabili (RAG, agenti, voice) che possono alimentare la stessa strategia omnicanale.
Go-live e misurazione
Esperimenti A/B su flussi conversazionali, analisi abbandono, qualità handoff a umano. KPI condivisi con marketing e vendite; revisione periodica delle policy di contenuto per evitare drift non conforme.
Privacy, consensi e tracciamento
Widget e prove su sito richiedono chiarezza su finalità del trattamento, base giuridica e — dove applicabile — consenso marketing distinto dalla consulenza tecnica. Allineate banner, informative e registrazioni CRM prima di scalare traffico. Per il testo legale definitivo rivolgetevi al vostro legale e aggiornate le pagine Privacy e Cookie del sito effettivamente in uso.
Metodo Purple AI sul caso
Questa scheda è un caso tipo descritto in forma aggregata: non sostituisce una proposta commerciale né un contratto. Purple AI è il marchio del verticale intelligenza artificiale di Purple AI S.r.l., parte di Purple Holding S.r.l. Il percorso che proponiamo unisce discovery, proof of concept realistico, hardening e messa in produzione con osservabilità. Evitiamo demo isolate che non reggono policy di sicurezza o audit interni.
Prerequisiti organizzativi
Serve un referente business, un referente IT o sicurezza e — dove presenti — un DPO o ufficio compliance. Definiamo insieme cosa può uscire dal perimetro rete, quali log conservare e chi può approvare modifiche a corpus, template SQL o agenti. Per integrazioni gestionali e progetti non esclusivamente AI il contesto completo del gruppo resta sull’hub software di Purple Holding.
Architettura di riferimento
Tipicamente combiniamo servizi gestiti per STT/TTS o LLM, backend .NET o stack concordato, database relazionale e — se serve memoria semantica — PostgreSQL con pgvector. L’edge o il client leggero gestisce sessione, wake word opzionale e fallback quando la rete non è disponibile. Ogni componente ha owner, versione e piano di aggiornamento quando i vendor deprecano API o modelli.
Sicurezza, privacy e residenza dati
Audio, testo e metadati transitano con TLS; dove richiesto evitiamo di persistere registrazioni integrali. Ruoli e segregazione dati sono progettati prima del go-live, non come patch. Allineiamo il trattamento a policy aziendali e — se applicabile — a requisiti di settore. Per domande ricorrenti su cloud, log LLM e GDPR vedi anche la FAQ.
Metriche e acceptance
Definiamo soglie su latenza percepita, tasso di conferma utente dopo TTS, errori di intent e costo medio per sessione. Il business valida su campioni reali o semi-realistici prima di firmare il go-live. Se le metriche non si raggiungono, documentiamo gap (rumore ambientale, lessico, connettività) e pianifichiamo iterazione o riduzione perimetro.
Manutenzione e roadmap
Dopo il rilascio offriamo monitoraggio, ticket e release notes quando cambiano modelli o corpus. Pianifichiamo con voi aggiornamenti stagionali del lessico, nuove integrazioni tool e regression test automatici dove ha senso. Per pacchetti e audit visitate shop o contatti.
Limiti e responsabilità
I sistemi descritti non sostituiscono procedure di sicurezza sul lavoro, pareri legali o decisioni umane dove la legge richiede supervisione. Non garantiamo disponibilità continua dei provider terzi; mitighiamo con fallback e comunicazione trasparente degli SLA concordati. Per approfondimenti tecnici analoghi consultate i casi studio e il blog.
Collegamenti utili
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Proof of concept e transizione a produzione
Il POC deve usare gli stessi confini di rete, ruoli e logging che prevedete in produzione, altrimenti i numeri saranno fuorvianti. Fissiamo una durata massima dello sprint sperimentale, criteri di successo misurabili e una decisione esplicita go/no-go. In caso positivo, pianifichiamo hardening: backup, monitoraggio, allarmi su errori ripetuti, procedure di rollback modello o corpus. In caso negativo, documentiamo cosa manca (dati, connettività, ownership) così potete riprendere il tema con budget e stakeholder allineati.
Formazione utenti e change management
Strumenti vocali e copilot cambiano abitudini: servono brevi guide, video e sessioni sul campo. Raccogliamo feedback strutturato nelle prime settimane e aggiorniamo lessico, prompt di sistema o messaggi TTS per ridurre frustrazioni. Il reparto IT riceve runbook su come sospendere una funzionalità, ruotare chiavi API o isolare un nodo difettoso senza spegnere tutto il magazzino o tutta la direzione.
Conformità e fornitori terzi
Elenco fornitori, sottoprocessori e regioni di processing va tenuto allineato a quanto dichiarate in privacy e contratti. Quando un vendor modifica termini o modelli, valutiamo impatto su qualità e costi e comunichiamo opzioni al cliente. Non nascondiamo dipendenze critiche: preferiamo roadmap condivise e piani B documentati piuttosto che sorprese a produzione avviata.
Scalabilità e costi operativi
Progettiamo batch dove possibile (embedding, report) e caching dove la freschezza dei dati lo consente. Monitoriamo costo per richiesta o per ora di utilizzo voce così il business non riceve bollette impreviste. Se il carico cresce, verticalizziamo prima ottimizzando retrieval e template, poi scalando infrastruttura, evitando di “alzare solo il tier del modello” come unica leva.
Test, osservabilità e incident response
Prevediamo test automatici su intent critici, contratti API tra servizi e traccia distribuita per capire dove nasce un errore (STT, LLM, DB). In incident response definiamo chi può disattivare una funzionalità, come comunicare agli utenti e come conservare log per post-mortem senza violare minimizzazione dati. Questa disciplina vale per voce, copilot e RAG allo stesso modo: l’AI in produzione è un servizio IT come gli altri.