Case study · ML.NET · Serie temporali

Machine learning e backtest su serie di mercato

Architettura .NET con ML.NET, LightGBM, indicatori (TALib), sentiment e integrazione exchange — per ricerca e ingegneria, non consulenza finanziaria.

Avvertenza: nessuna promessa di rendimento; il trading comporta rischio di perdita.

In sintesi

  • BacktestEngine, metriche, walk-forward.
  • ML.NET + LightGBM + time series.
  • Sentiment testuale e dati di mercato.
  • PostgreSQL, Polly, health check, worker hosted.

FAQ

È un SaaS pubblico?

No: esempio di competenze su sistema custom.

Execution live?

L’architettura può estendersi; va definito per progetto.

Fonti

ML.NET (GitHub)

Servizi AI

ML.NET, serie temporali e backtest

Pipeline di feature engineering, training con LightGBM o algoritmi time series, valutazione con walk-forward e metriche dedicate. Integrazione dati di mercato e sentiment testuale come input opzionali. Avvertenza: ambito ricerca/ingegneria — non consulenza finanziaria retail; nessuna promessa di rendimento.

Riproducibilità e rischio

Versionate dataset, split temporali e parametri modello. Documentate limiti di overfitting e costi di dati mancanti. Health check e Polly su integrazioni esterne riducono blackout silenziosi nei worker.

Chunking e sovrapposizione

La segmentazione del testo influenza recall e precisione: chunk troppo grandi diluiscono il segnale semantico; troppo piccoli perdono contesto. Spesso si usa sovrapposizione controllata tra chunk adiacenti e metadati (numero articolo, rubrica, data di pubblicazione) per filtri SQL pre-vector.

Enrichment controllato

Gli worker di enrichment possono estrarre entità o riassunti con LLM. Va definito cosa resta persistito e cosa è volatile, per costi e privacy. Separare job di enrich da job di embed consente di ricalcolare vettori senza ripagare arricchimenti già validati.

Indici e prestazioni

Con volumi elevati, IVFFlat o HNSW su pgvector richiedono tuning di liste e parametri di costruzione. Monitorate tempi di build indice durante finestre di manutenzione. Query ibride (filtro relazionale + top-k vettoriale) devono usare piani verificati con dati realistici.

Orchestrazione agenti

Gli agenti possono scomporre domande complesse in sotto-query su sotto-corpus. Serve limite di passi, timeout e budget token per evitare loop costosi. I tool esposti agli agenti devono essere idempotenti dove possibile e loggati.

Allucinazioni e mitigazione

Anche con buon retrieval, il modello può sintetizzare oltre il testo recuperato. Tecniche includono citazioni obbligate, temperature basse, refusal templates e validazione post-gen su presenza di span nei chunk. Il business deve accettare che “non so” sia risposta legittima.

Costi operativi

Embed in batch ammortizzano chiamate rispetto a embed on-the-fly su ogni aggiornamento minore. Cache di query ripetute e deduplica documenti identici riducono storage. Confrontate costo storage vettoriale vs costo re-indicizzazione frequente.

Sicurezza e segregazione

Database dedicati o schema separati per ambienti dev/staging/prod. Ruoli PostgreSQL limitati ai soli comandi necessari per worker e API. Backup crittografati e test di restore periodici.

Test e qualità

Set di domande golden con risposta attesa e fonti attese. Regressioni dopo cambio modello embedding o LLM. Valutazione umana campionata su nuovi tipi di domanda prima di ampliare utenza.

Estensibilità

Nuove fonti documentali richiedono mapping schema e policy di aggiornamento. Prevedete adapter per formati (HTML, PDF testo, DOCX) e normalizzazione Unicode.

Handover

Documentate come rilanciare worker, come verificare lunghezza code, come invalidare cache semantica. Il cliente deve poter operare in emergenza anche senza il fornitore in videochiamata.

Multi-tenant e isolamento

Se più clienti condividono piattaforma, isolamento logico per schema o database è preferibile a semplice filtro applicativo. Ogni tenant ha quote storage e rate limit distinti per evitare effetto noisy neighbor su indici vettoriali.

Localizzazione contenuti

Documenti bilingui richiedono strategia di lingua nel retrieval: stesso embedding multilingue o modelli separati per lingua con routing esplicito nella domanda.

Disaster recovery

Backup PostgreSQL includono estensione pgvector. Testate restore in ambiente isolato e tempo di ricostruzione indici grandi. Pianificate finestra di manutenzione per rebuild dopo disaster.

Osservabilità e operatività

Metriche su latenza p50/p95, tasso errore, profondità code e costo stimato per richiesta dovrebbero essere visibili in dashboard dedicate prima che il business se ne accorga per telefono. Alert su soglie anomale devono avere runbook: chi guarda, cosa riavviare, quando escalation. Includete exporter compatibili con lo stack già usato dal cliente (Prometheus, Azure Monitor, altro).

Gestione segreti e rotazione

Chiavi API, stringhe di database e certificati restano in vault o variabili d’ambiente gestite, mai in repository. Pianificate rotazione periodica e procedure d’emergenza in caso di leak. Documentate quali servizi terzi ricevono quali segreti e con quali scope minimi.

Test di carico e caos controllato

Prima del go-live, simulare picchi di richieste e timeout di dipendenze esterne. Verificate degradazione controllata: code, circuit breaker, messaggi utente comprensibili. Il caos in produzione arriva da sé; meglio provarlo in staging.

Conformità e dati personali

Mappate flussi PII attraverso embedding, log e backup. Allineate retention a policy aziendale e GDPR. Se usate fornitori extra-UE, verificate SCC e trasferimenti. Il reparto legale del cliente deve ricevere diagramma semplificato dei flussi.

Documentazione e formazione handover

Consegnate architettura logica, istruzioni di deploy, checklist incident e contatti escalation. Una sessione di training registrata (se consentita) riduce dipendenza da singole persone. Aggiornate documentazione quando cambiate versione modello o schema DB.

Evolutività

Prevedete punti di estensione: nuovi template, nuovi corpus, nuovi tool per agenti. Evitate fork non mergeabili del codice core. Usate feature flag per abilitare gradualmente capacità a sottoinsiemi di utenti.

Collaborazione con il cliente

Coinvolgete early il team operations del cliente: conoscono finestre di deploy, blackout e vincoli di change management. Una roadmap condivisa evita sorprese quando il fornitore LLM annuncia deprecation o quando il cliente deve congelare rilasci per audit.

Chiusura e lesson learned

Dopo go-live, tenete retrospettiva su cosa ha funzionato in discovery e cosa no. Documentate debiti tecnici accettati e pianificate paydown. Questo materiale alimenta miglioramento continuo e proposte commerciali successive credibili.

Integrazione con toolchain esistente

CI/CD, code review e policy di branch del cliente vanno rispettate: consegnate pipeline coerenti con repository interni, evitando “isole” che solo il fornitore può buildare. Automatizzate test funzionali minimi su componenti AI così un refactor non rompe silenziosamente il retrieval o i template SQL.

Formazione e handover

Prevedete sessioni di handover con documentazione operativa: runbook, contatti escalation, metriche da monitorare e procedure di rollback. Così il team interno può gestire incidenti di routine senza dipendere dal fornitore per ogni piccolo aggiustamento.